"FUEGO"
A due anni dal loro ultimo album, reduci dal successo ottenuto nel tour con Eros
Ramazzotti, che gli ha fatto scoprire di saper coinvolgere un pubblico più
adulto e trasversale rispetto al mondo teen a cui erano abituati, i Gemelli
DiVersi tornano in studio e nasce "Fuego", un album per scaldare una
serata, un giorno di tristezza, una coda nel traffico cittadino: storie di tutti
i giorni, dalle più buffe alle più tragiche, tutte vissute e raccontate con
molta onestà e naturalezza, senza nessun filtro, senza inventarsi bandiere da
seguire o rivolte di maniera.
Piuttosto un invito a trovare una strada positiva per "lasciar bruciare
il proprio fuego" in un quotidiano sempre più stressante che ormai non
disorienta più solo i giovanissimi.
L' Hip Hop continua ad essere il linguaggio musicale scelto dai Gemelli :
"Non pensiamo di dover cercare nuove strade piuttosto continuare a
scoprire quella che abbiamo intrapreso, nel fondo noi siamo partiti sin dall'
inizio contaminando il "nostro" Hip Hop con sonorità, arrangiamenti e
melodie cantate figlie del background musicale italiano che ci ha cresciuto.
Una strada che ci ha provocato qualche critica dai "puristi" del
genere, ma che ci permette di poter spaziare da un sample campionato ad una
melodia di pianoforte suonata "davvero", è la nostra strada e non
sentiamo l' esigenza di cercarne altre"
Con Fuego torna anche la voglia di divertirsi in un party senza fine: "let's
rock!" con amici, donne, amore, sesso, perché, per dimenticare tutto
in una sera, non è necessario fare cose pazzesche, magari basta poco e pochi
soldi, per spezzare il bisogno di "un' overdose di tranquillità",
"just chillin", per non impazzire in un ingorgo e magari scoprire
con ironia e sfacciataggine "quella cosa", sesso puro, come un
fantastico Luna Park, alla faccia di chi parla solo per mezzi toni e dei
sondaggi sul giovane italiano sessualmente apatico!
Voglia di divertirsi ma anche di introspezione, per non ritrovarsi dispersi in "Un
mondo senza sogni", per dichiarare i propri sentimenti come in
"Tu no" e per difendersi dai "Falsi eroi",
mediatici e non. Difendersi sì, ma sorridendo, da chi ti vuole diverso, "Noi
siamo quelli", canzone in cui i Gemelli si riconoscono come in un
manifesto generazionale, e anche da chi ti sta distruggendo i miti
dell'infanzia, i giochi e le passioni di sempre: il calcio sempre meno
appassionante, sempre meno sfida, "Tu corri" perchè se lo
stadio diventa un club di Wall Street o la notte degli Oscar, nessuno ha più
voglia di crederci.
Dunque "Fuego" come voglia di superare gli ostacoli, piccoli o
grandi che siano, magari confidando ad un amico barman tutte le proprie paure,
affogando la giornata più brutta della propria vita in un "Whisky &
Margarita".
O affrontando di petto le tragedie, come la storia di "Mary",
storia vera e sporca di incesto, stupro e violenza, che i Gemelli raccontano con
semplicità e senza presunzioni poetiche - come del resto tutto l'album, che
fotografa il mondo di Gemelli senza filtri o strategie - e che anche in "Mary"
conserva l'immediatezza del racconto di Thema la prima volta che parlando con
gli atri ragazzi, ha sentito la necessità di raccontare questa cosa assurda,
che ora è diventata una canzone.
Ma "Fuego" è soprattutto musica capace di seguire le mille,
infinite parole dei rappers: "Mary" che, come la colonna sonora
di un film, cambia completamente per fotografare i diversi stati d'animo della
protagonista grazie anche al coro gospel del finale. "Noi siamo
quelli" dove il coro dei Piccoli Cantori di Milano diventa la voce dei
Gemelli per dire che il rifiuto di certi cliché viene da molto lontano. O
ancora la presenza della mitica chitarra di Maurizio Solieri, maestro di musica
ma soprattutto di vita per i Gemelli, suoi grandi fan da sempre.

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